Pubblicato in: Romanzo

Soffrire d’insonnia.

“Ci son cascato di nuovo” cantava Achille Lauro. Per una volta sono d’accordo con lui: ho rincontrato un’autrice che ho amato su WattPad ed è stata subito maratona di lettura.

Ruth B. Dandelious

Buongiorno readers,

Siamo a quota due. Vi chiederete probabilmente che cosa? Siamo a quota due notti insonni da aggiungere al conto di MissBookishC. Ma ne vale la pena! 

Sono una sua fan da, beh, Wattpad. Mi è sempre piaciuto addentrarmi nella giungla di una piattaforma per scrittori emergenti che pubblicano i loro romanzi a puntate come vecchi feuilleton. Attendevo gli aggiornamenti di alcuni romanzi con trepidazione ricaricando più volte la pagina di ogni storia. In questo modo ho seguito e letto Nel modo in cui cade la neve di Erin Doom (ve ne parlerò presto), tutta la saga delle Inferorum Gemmae (mamma mia quanto ho penato per gli aggiornamenti, ma quanto è brava l’autrice appena riesco a reperire i libri parto con rilettura e recensione), e tanti altri che alla fine, mea culpa, faccio fatica a ricordare e tutti prede della mia insanabile tendenza alla ricerca di nuovə talentosə voci. Mi riuscivo a immaginare questa pluralità di scrittori esattamente come me alla prima stesura del mio romanzo. Eh già il mio mega-sogno nel cassetto / scheletro nell’armadio a voi la scelta da che parte osservare la situazione. Li vedevo curvi sul cellulare o sul computer a sogghignare, emozionarsi e, si, anche un po’ a gioire delle sventure che i lettori avrebbero passato una volta letto l’aggiornamento con il nuovo capitolo.

Gli scrittori sono i primi critici e i primi lettori dei loro libri, sono quelli che stazionavano in prima fila, che hanno seguito la storia come spettatori ma anche come protagonisti.

Morale della favola: mentre sbirciavo il profilo di MissBookishC in attesa del nuovo capitolo, qualche anno fa, mi sono spesso immaginata questa ragazza, così brava nello scrivere, che mi ha fatto appassionare ai suoi libri, a tutti i suoi personaggi ma soprattuto ai suoi Ethan e Lizzy. 

A distanza di anni nel mio ultimo giorno del mese gratuito di Kobo+ come uno scherzo/gioco/fortuna del destino mi è apparso il titolo “Il babysitter di mio fratello” di MissBookishC e l’ormai famigliare copertina con i tulipani.

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Il secondo dopo stavo gridando di frustrazione. Non era possibile che mi fossi persa questo titolo nello zapping/ricerca dei titoli worthy da leggere nel mese e per giunta proprio quando avevo appena disdetto l’abbonamento (non me ne vogliate ma sono un po’ a secco di finanze).

Ho provato in un ultimo tentativo a vedere se il titolo fosse scomparso o meno. Ed era lì, a campeggiare fra i miei libri non letti, forse perchè l’avevo aperto nel momento della disdetta, non lo so. Quello che so è che in preda alla paura di non riuscire a rileggere quella storia mi sono fiondata in una maratona. 

Risultato? 

Ieri sera ho finito di leggerlo ed ero sicura di due cose:

  1. Avevo ragione qualche anno fa (e per questo mi sono battuta un cinque virtuale) il libro è veramente fantastico: un romance scorrevole, intrigante, leggibile scene costruite ad arte per rimanere incollati alla pagina, quel giusto di dramma che ci vuole. I dialoghi, il tallone d’Achille di molti scrittori alle prime armi,  rispettano la coerenza con i caratteri e le scelte che i personaggi fanno durante la storia e sono brevi, incisivi, quasi come una sceneggiatura. Uno spaccato riuscito della vita di un’adolescente a metà strada fra il mondo degli adulti e dei loro errori, e i sogni dei bambini, senza mai scivolare nella ripetizione, nella melodrammaticità o nel cliché. 
  2. Dovevo, assolutamente, rileggere il secondo libro e sequel “L’ex babysitter di mio fratello”. Ne andava della mia salute mentale. Così alle 22 e 30 ho acquistato il titolo e alle 3 e 59 ero all’epilogo. 

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Che viaggio ragazzi. 

La domanda che mi ha attanagliata ai ringraziamenti é stata: chissà se ha scritto altro?

Perché sì questa autrice grandiosa e talentuosa merita di stare sugli scaffali della libreria, merita che le sue storie siano lette, discusse e sicuramente rilette come ho fatto io. 

Il talento è cosa rara. Molte persone pensano di fare gli scrittori mettendo su carta i loro pensieri. Io penso, invece, che ci sia una differenza abissale fra scrivere e essere un autore, e non sta nelle copie vendute,  ma nella capacità di trascinare il lettore esattamente dove si era nel momento in cui si scrivevano quelle parole, alla scena che si è appena descritta, alle emozioni che si volevano trasmettere.

Se sei in grado di far rimanere un lettore attaccato ad un libro, praticamente in versione binge watching libroso, e soprattutto se la tua voce si adatta ai gusti della ragazza di diciannove anni, troppo sognatrice, come a quelli della venticinque, molto più critica, allora sei un autore talentuoso.

E meriti che il mondo ti conosca.

MissBookishC sono così felice di averti potuto leggere in formato “cartaceo” tutta d’un fiato e non su Wattpad, perché per anni mi sono detta: questa autrice merita di farcela e ce l’hai fatta! 

Complimenti! 

La storia di Ethan e Lizzy si è conclusa, ma non vedo l’ora di leggere i tuoi prossimi romanzi. Continua così. 

Una Bibliotecaria ( fan sfegatata)

Ps. vi lascio le trame dei due romanzi

Il babysitter di mio fratello: Elizabeth Jonson, sedici anni inoltrati, ha subito tante delusioni nella vita che l’hanno portata a non fidarsi di nessuno. È per questo motivo che quando la madre decide di ingaggiare un ragazzo della sua scuola come babysitter del fratellino la notizia non viene presa nel migliore dei modi. La routine a cui Elizabeth si era ormai abituata viene sconvolta dall’ingresso di una nuova persona nella sua quotidianità, una persona determinata ad abbattere quel muro che la ragazza si era costruita attorno a soli undici anni. Elizabeth si trova a dover affrontare il ritorno di emozioni a lei conosciute, come la rabbia e la frustrazione, e l’avvento di altre che non ha mai incontrato nella sua vita, come l’amore. Riuscirà ad aprirsi e mostrare il suo lato vulnerabile o continuerà a fare affidamento solo su se stessa?

L’ex babysitter di mio fratello: il primo anno di università è un’ottima occasione per cambiare ambiente e avere un nuovo inizio, soprattutto se l’università in questione si trova in una città diversa da quella dove si è sempre vissuti. È questo ciò che rassicura Elizabeth quando si trasferisce a Oxford allontanandosi da quella realtà che considera familiare. Tutto sembra finalmente andare per il verso giusto: indipendenza, un ottimo corso di studi e nessuno a farle fare i conti con la vita che ha deciso di lasciarsi alle spalle. Un peso pare esserle stato tolto di dosso, concedendole la libertà di essere una nuova versione di sé. Se lo è promessa: non sarà più l’Elizabeth difensiva, l’Elizabeth incasinata. Ma il mondo non è poi così grande e sfuggire al proprio passato può diventare un’impresa più difficile del previsto. Oxford rivelerà presto di non essere la città incontaminata ed estranea che Elizabeth si era illusa che fosse. Riuscirà lo stesso a intraprendere quel tanto desiderato cambiamento o sarà costretta a mostrare alle sue nuove conoscenze quel lato di sé che era pronta a gettare via?

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Pubblicato in: Leggi con la Bibliotecaria, Marzo

Leggi con la Bibliotecaria: Marzo

8 marzo,Tecla

Buongiorno lettori,

ho pensato ad un nuovo Contest da affiancare alle recensioni di libri: che ne dite se vi propongo la lista dei libri che intendo leggere nel mese? Sono aperta ovviamente a suggerimenti (quale libro leggere, quale invece non leggere, se lo avete già letto…)

Potrebbe essere un divertente appuntamento mensile, magari organizzato a temi.

Pronti! Inizio!

Facciamo un gioco: pensate a tutto ciò che vi fa venire in mente il mese di Marzo…

Marzo è il mese della rinascita, le giornate iniziano a farsi più lunghe, il tempo è un pazzerello e le giornate ancora fredde, ma la Primavera è lì, alle porte, ad un passo dallo sprigionarsi. I primi fiori iniziano a sbocciare, temerari al freddo, e il profumo si spande piano piano nell’aria.

Marzo è il mese della Donna, resiliente e bellissima, forte e dolcissima come i primi petali. Essere donna è principio, fine e sviluppo esattamente come un magnifico libro. Edoardo Sanguineti diceva che l’uomo e il mondo sono la somma della cultura che hanno assorbito nella loro vita, noi siamo l’enciclopedia di noi stessi. Quindi eccomi qui ad arricchire la mia (e forse spero) anche la vostra biblioteca umana.

Schermata 2022-03-15 alle 14.42.00Violeta

Isabel Allende

2022

Feltrinelli

Pag. 354

Dove trovarlo

Trama: Violeta nasce in una notte tempestosa del 1920, prima femmina dopo cinque turbolenti maschi. Fin dal principio la sua vita è segnata da avvenimenti straordinari, con l’eco della Grande guerra ancora forte e il virus dell’influenza spagnola che sbarca sulle coste del Cile quasi nel momento esatto della sua nascita. Grazie alla previdenza del padre, la famiglia esce indenne da questa crisi solo per affrontarne un’altra quando la Grande depressione compromette l’elegante stile di vita urbano che Violeta aveva conosciuto fino ad allora. La sua famiglia perde tutto ed è costretta a ritirarsi in una regione remota del paese, selvaggia e bellissima. Lì la ragazza arriva alla maggiore età e conosce il suo primo pretendente… Violeta racconta in queste pagine la sua storia a Camilo in cui ricorda i devastanti tormenti amorosi, i tempi di povertà ma anche di ricchezza, i terribili lutti e le immense gioie. Sullo sfondo delle sue alterne fortune, un paese di cui solo col tempo  Violeta impara a decifrare gli sconvolgimenti politici e sociali. Ed è anche grazie a questa consapevolezza che avviene la sua trasformazione con l’impegno nella lotta per i diritti delle donne. Una vita eccezionalmente ricca e lunga un secolo, che si apre e si chiude con una pandemia.

Vanessa Montfort

2020

Feltrinelli

Pag. 602

Dove trovarlo

Trama: quando la direttrice di teatro Noelia Cid viene incaricata di mettere in scena Sortilegio, opera del celebre drammaturgo Gregorio Martinez Sierra, decide di documentarsi analizzando i testi e le lettere conservati dalla moglie di Gregorio, Maria Lejarraga. E così, tramite la sua indagine, Noelia non solo si immerge nella complessa relazione tra Maria e Gregorio, ma fa luce su un mistero che si tramanda da oltre un secolo. Il mistero di un autore che nella sua lunga vita ha scritto più di novanta opere, andate in scena nei principali teatri del mondo, dagli Champs-Elysées a Buenos Aires, a Broadway. Un autore che ha vissuto in prima linea i grandi eventi del secolo passato: la Madrid letteraria degli anni venti, la Parigi della Belle Epoque, l’esilio durante la guerra civile spagnola, l’occupazione nazista della Francia e il glamour degli anni d’oro di Hollywood. Un autore che ha collaborato con i principali intellettuali dell’epoca e ha conosciuto Stravinskij, Sarah Bernhardt, Picasso. Un autore che ha lottato per l’uguaglianza e per il voto alle donne. Un autore che in realtà era un’autrice, rimasta nell’ombra del marito per la maggior parte della vita, lasciando però dietro di sé una traccia sottile grazie alla quale Noelia riesce finalmente a restituirle un nome. Un avvincente romanzo che parla di amore e disamore, di contraddizioni umane e di segreti. Un’Odissea attraverso l’Europa e l’America del Ventesimo secolo, con un’antieroina che è sempre rimasta fedele alla sua vocazione artistica, anche a costo di restare nell’ombra.

Schermata 2022-03-15 alle 14.58.15Stradario aggiornato di tutti i miei baci

Daniela Ranieri

2021

Ponte alle Grazie

Pag. 684

Dove trovarlo

Trama: una donna in dialogo perpetuo con sé stessa e con il mondo disegna una mappa delle sue ossessioni, del suo rapporto con l’amore e con il corpo, serbatoio di ipocondrie e nevrosi: il nuovo romanzo di Daniela Ranieri è un diario lucido e iperrealistico, in cui ogni dettaglio, ogni sussulto di vita interiore è trattato allo stesso tempo come dato scientifico e ferita dell’anima. Dalla pandemia di Covid-19 alla vita quotidiana di Roma, tutto viene fatto oggetto di narrazione ironica e burrascosa, ma in special modo le relazioni d’amore: le tante sfaccettature di Eros – l’incontro, il flirt, il piacere, le convivenze sbagliate, la violenza, l’idealizzazione, la dipendenza, l’amore puro – vengono sviscerate nello stile impareggiabile dell’autrice, un misto di strazio, risentimento, ironia impastati con la grande letteratura europea (e non solo). E forse è proprio la lingua di Daniela Ranieri il vero protagonista di questo “Stradario aggiornato di tutti i miei baci”, una lingua ricchissima di echi gaddiani, di irritazioni à la Thomas Bernhard, di citazioni, e allo stesso tempo inquietantemente diretta e inaudita, una lingua la cui capacità di nominare e avvicinare le cose è pari soltanto alla sua potenza nel distruggerle. Lo Stradario di Daniela Ranieri non è solo un romanzo: ha la sostanza di un corpo vivente che abita nel mondo, di una voce che avvince e persuade con la forza della grande letteratura.

Silvia Truzzi

2022

Longanesi

Pag.380

Dove trovarlo

Trama: Mantova, 1918. Nel giorno dell’armistizio della Grande Guerra due bambine vengono al mondo a poche ore di distanza. Dora in una poverissima casa vicino al lungolago, già orfana perché sua madre muore di parto e suo padre è un soldato disperso. Qualche ora dopo nasce Irene, l’ultimogenita dei marchesi Cavriani, famiglia dell’antica nobiltà cittadina. Le due bambine crescono – una tra la fame e la miseria dei vicoli, l’altra negli agi del palazzo che porta il nome della sua famiglia – e si incontrano ogni domenica sul sagrato di Sant’Andrea. Dora chiede l’elemosina e nella sua mano la piccola Irene deposita un soldo e un sorriso di solidarietà e compassione. Gli anni passano e mentre il Fascismo si fa regime, e insanguina le strade della città, due vite destinate a rimanere separate da un’insormontabile differenza di classe si incrociano di nuovo. La sorte che ha portato Dora nella casa borghese della famiglia Benedini, dove è stata accolta e ha ricevuto un’istruzione, le ha fatto dono di una bellezza fuori del comune che fa girare la testa agli uomini. Tra loro c’è anche il timido Eugenio, figlio dei ricchissimi Arrivabene e cognato di Irene. Sfidando l’ostilità delle famiglie, Dora si fidanza in segreto con Eugenio ma il bel mondo che comincia a spalancarsi davanti ai suoi occhi ha in serbo per lei molte sorprese: in una girandola di splendidi vestiti, ricevimenti e intrighi, Dora dovrà difendere tutto ciò che ha conquistato con tanta fatica. Con il ritmo narrativo di un romanzo storico, “Il cielo sbagliato” è un affresco sul desiderio di emancipazione. E sul prezzo da pagare per varcare la porta di un mondo che una bimba con i vestiti strappati non avrebbe mai immaginato di sfiorare.

Schermata 2022-03-15 alle 15.06.11L’assassino cieco

Margaret Atwood

2001

Tea

Pag. 628

Dove trovarlo

Trama: «Dieci giorni dopo la fine della guerra mia sorella Laura precipitò con l’auto giù da un ponte». Sono queste le prime parole, semplici ma inquietanti, con cui Iris Chase, la voce narrante del romanzo, decide, a ottantadue anni, di raccontare le tormentate vicende della sua famiglia nell’arco di quasi un secolo. Ma sin dall’inizio il racconto di Iris viene interrotto dagli stralci di un altro romanzo, una scabrosa storia d’amore scritta dalla sorella tragicamente morta e pubblicata postuma con enorme successo: «L’assassino cieco». Il protagonista del romanzo, un uomo in fuga, inventa per la sua amante una storia di fantascienza su un pianeta inverosimile, dando, così, vita a un terzo livello narrativo.

Margaret Atwood

2020

Ponte alle Grazie

Pag. 387

Dove trovarlo

Trama: Marian è una ragazza ben educata e istruita, vive negli anni Sessanta a Toronto, ed è fidanzata con Peter, un promettente avvocato. Lavora in un’azienda che si occupa di ricerche di mercato, dove i posti di responsabilità sono tutti ricoperti da uomini. Ambiziosa, ma anche desiderosa di essere normale, Marian decide di assecondare le richieste del suo fidanzato e della società e attende fiduciosa il matrimonio, che pensa le conferirà un ruolo. La svolta inattesa giunge quando incontra Duncan, un dottorando in Letteratura inglese che ignora le regole ed è profondamente determinato, a differenza di Marian, a esprimere la propria individualità. La ribellione parte dal corpo della ragazza, che inizia a rifiutare il cibo: prima la carne, poi le uova, infine le verdure, finché la sua personalità, tenuta così a lungo a freno, esplode in una serie di comportamenti inappropriati e sovversivi, modificando per sempre la sua rassicurante, stabile routine. Spregiudicato, esilarante e acuto, La donna da mangiare è il primo romanzo di Margaret Atwood e contiene già tutti i temi delle sue opere successive, presentandola come un’osservatrice consumata delle ironie e delle assurdità generate dal conformismo.

Avete voglia di accompagnarmi nel mese di letture?

La Bibliotecaria

Pubblicato in: Romance fantasy, Romanzo

In principio era la parola…

Amy Harmon 

L’Incatesimo della spada

Newton Compton Editori, 2018

Iris, The Goo Goo Dolls

Buongiorno lettori,

se dovessi dare un titolo all’articolo sarebbe sicuramente: Storia di come entrare in un supermercato e uscirne con la tua nuova ossessione. 

A questo punto sono davvero sicura di essere sotto incantesimo, ho passato un giorno inteno (notte e dì) a farmi catturare dalla scrittura di Amy Harmon e il suo L’incantesimo della spada. Non sapevo di aver bisogno di questo libro fino a che mi ha letteralmente chiamata a sé sullo scaffale del supermercato del paesino dove vivo.

Forse che non sia anche lui un po’ magico?

Immaginatevi una ragazza con il potere di usare le parole, di vedere il significato di una parola, di sentirla prendere forza. Immaginate l’amore di una madre che negli ultimi istanti la vincola al silenzio.

“Ingoia le parole, bloccale nel profondo della tua anima.

Nascondile, chiudi la bocca sul tuo potere.

Non maledire, non curare.

Non parlerai, ma imparerai.

Silenzio, figlia. Rimani viva”

Immaginate che questa ragazza cresca all’ombra di un torrione senza saper parlare, senza saper leggere, confinata a vivere al di là di un vetro, a dover essere costantemente decifrata nei gesti e negli atteggiamenti. Immaginatevi un principe dai capelli bianchi, dal temperamento freddo e intimidatorio. Immaginatevi di essere diversi in un mondo dove il diverso ti condanna inevitabilmente.

Lady Lark di Corvyn ha il Dono e come molte altre persone è costretta a nascondere questa sua abilità. Sua madre ha perso la vita per colpa sua davanti ai suoi occhi e suo padre è vincolato a lei da un incantesimo e non da un sincero sentimento paterno d’amore. Cosa accadrà quando Lark sarà la pietra di scambio in un tremendo ricatto, da un lato la sua vita dall’altro le armate di Corvyn? Come riuscirà a sopravvivere lontana da casa? Ma soprattutto come riuscirà a resistere ad un Re bellissimo e distrutto che le offre la possibilità di poter finalmente imparare a leggere, di porter parlare, di usare il suo dono?

Quando il suo mondo collasserà, riuscirà Lark a trovare di nuovo il potere delle sue parole a lungo celate?

Sinceramente stupita

La vostra Bibliotecaria

Pubblicato in: November reading, Romanzi brevi

Il Salpetriere apre le porte per il ballo delle pazze

Creep, Radiohead

fileBuonasera readers,

mai lettura per il weekend è stata più azzeccata, la lettura mi è letteralmente scivolata fra le mani come se osservassi una rappresentazione cinematografica.

Si tratta di un romanzo in costume ambientato nella Parigi di fine Ottocento.

Il libro ha inizio in medias res il 3 marzo del 1885. La storia copre un periodo che va dal 20 febbraio 1885 al 18 marzo 1885 con al più l’epilogo datato primo marzo 1890. Interessante scelta, e totalmente approvata, quella di titolare i capitoli con la data, in modo da orientare più facilmente il lettore. Lo schema di suddivisione della narrazione mi ha ricordato molto quello dei film quando appare in basso nell’inquadratura il periodo a cui ci si riferisce in quell’esatto momento la trama dello sceneggiato. Incontriamo nei primi due capitoli i due personaggi che assolvono la funzione di estremi, sono infatti due figure esattamente agli antipodi, in principio alla narrazione, ma, per certi versi, destinate a legarsi l’una all’altra. Eugenie, apparentemente la protagonista del romanzo, è una ragazza di diciannove anni con uno straordinario dono, quello di poter vedere e parlare con i defunti. Genevieve, d’altro canto è ‘l’anziana infermiera dell’ospedale psichiatrico di Salpetriere, votata al lavoro e alla scienza, non lascia posto nella sua vita per altro se non il reparto dove lavora, la ricerca medica a cui sente di contribuire e le lettere che scrive e conserva per la sorella deceduta ormai da anni.

Eugenie, d’altro canto, è una ragazza di buona famiglia, incapace di ritrovarsi nello schema della donna borghese che deve essere votata al matrimonio e alle frivolezze.

La domanda che mi ha spinta a divorare il romanzo è: come possono incontrarsi questi due mondi?

A lettura conclusa mi sento di rispondere: con una vera e propria collisione!

Il mondo aristocratico, privilegiato, ammantato del velluto della ricchezza di Eugenie si schianta improvvisamente sull’ospedale di Salpetriere dove viene ricoverata dopo essere stata tradita dal suo stesso sangue. Il mondo razionale, chiuso e monotono di Genevieve,  a tutti gli effetti la vera protagonista del romanzo, invece è destinato ad aprirsi verso orizzonti mai esplorati.

Così, mentre Genevieve ritrova la fede e sé stessa ed Eugenie la amata libertà, ci ritroviamo trascinati dalle danze sfrenate del ballo delle pazze e ci chiediamo se davvero siamo gli spettatori o se siamo anche noi un po’ alienate. Se la normalità ci appartiene o forse siamo più vicini alla pazzia. E così indossiamo la maschera e diventiamo Luise la ragazzina stuprata che soffre di attacchi di epilessia, l’anziana Therese, una puttana salvata dalla strada che cuce scialli tutto il giorno e le donne, tutte le donne, che un verso o per l’altro non rientravano negli schemi di una società patriarcale e maschilista e che per questo ne sono state fatte fuori, facendole sparire dietro una porta, come si fa con ciò che ci è più scomodo. Diventiamo parte di una famiglia, decisamente insolita, ma sicuramente sincera, un po’ come la nostra Genevieve che alla fine diventa anche lei, una volta libera, un’alienata.

Il tema centrale è quello delle donne scomode, donne agitate, donne distrutte e mai aggiustate.

Il mondo di un ospedale psichiatrico apre le porte spalancandosi al mondo con una trama scorrevole e semplice, priva di ornamenti lessicali o stilistici. Una traduzione decisamente riuscita e una scrittrice, la Mas, diversa dalle altre scrittrici, capace di mettere in scena un vero e proprio film.

Mi è sembrato di vorticare con i personaggi fino all’ultima parola.

Se lo rileggerei? Assolutamente e totalmente sì.

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La Bibliotecaria